

I rischi climatici rappresentano la possibilità che fenomeni climatici attuali o futuri producano conseguenze negative su persone, attività, asset, infrastrutture e territori.
Il livello di rischio non dipende solo dall’intensità di un evento, ma dall’interazione tra pericolosità, esposizione e vulnerabilità.
Comprendere questi fattori è essenziale per valutare gli impatti, definire le priorità di intervento e trasformare i dati climatici in decisioni operative.
In questo articolo approfondiremo:
Il rischio climatico è la probabilità che un fenomeno climatico produca impatti negativi.
A differenza del pericolo climatico, che indica esclusivamente la possibilità che un evento si verifichi, il rischio misura gli effetti che quello stesso evento può generare in uno specifico contesto.
Il suo livello è determinato dalla combinazione tra quattro elementi:
Un’alluvione rappresenta un pericolo climatico. Il rischio dipende invece da ciò che può essere colpito, dal livello di vulnerabilità degli asset presenti e dalle conseguenze che un eventuale danno può produrre.
Per questo motivo lo stesso evento può avere impatti molto diversi. Un’alluvione che interessa un’infrastruttura critica può interrompere servizi essenziali, mentre la stessa alluvione in un’area meno esposta può causare conseguenze limitate.
Il rischio non dipende solo dall’evento climatico, ma anche dalle caratteristiche del territorio e degli elementi esposti.
I rischi fisici derivano dagli effetti diretti dei cambiamenti climatici su persone, infrastrutture e attività economiche.
Si distinguono in:
Questi fenomeni possono causare danni agli asset, interrompere la produzione, compromettere infrastrutture critiche e ridurre la continuità operativa.
I rischi di transizione sono legati al percorso verso un’economia a basse emissioni di carbonio e non devono essere confusi con i rischi fisici.
Possono derivare da:
Per molte organizzazioni questi elementi possono influenzare investimenti, competitività e strategie di sviluppo tanto quanto gli impatti fisici degli eventi climatici.
Sono i rischi legali e regolatori che derivano dalla mancata o inadeguata considerazione degli impatti climatici nelle decisioni aziendali, nella gestione del rischio e nella comunicazione verso gli stakeholder.
Si manifestano quando un’organizzazione non dimostra di aver identificato, valutato o gestito correttamente i rischi climatici, oppure quando le informazioni comunicate risultano incomplete, fuorvianti o non allineate alle evidenze disponibili.
| Categoria | Esempio |
|---|---|
| RISCHI FISICI ACUTI | Un incendio boschivo danneggia una linea aerea di trasmissione e richiede un intervento di emergenza |
| Una piena improvvisa allaga una sottostazione elettrica e sospende l’erogazione | |
| Una frana danneggia il sedime ferroviario e impone la sospensione della circolazione | |
| Un nubifragio allaga un sottopasso stradale rendendolo impraticabile | |
| RISCHI FISICI CRONICI | La siccità prolungata riduce la disponibilità idrica per il raffreddamento di impianti industriali |
| Le ondate di calore riducono la capacità di trasporto delle linee elettriche aeree | |
| L’innalzamento del livello del mare minaccia sottostazioni e impianti costieri | |
| L’aumento delle temperature medie accelera il degrado dell’asfalto e dei binari ferroviari | |
| RISCHI DI TRANSIZIONE | Nuovi obblighi di resilienza imposti dalla Direttiva CER ai gestori di reti energetiche |
| I requisiti CSRD impongono di quantificare l’esposizione fisica degli asset infrastrutturali | |
| L’aumento dei costi assicurativi per infrastrutture in aree ad alto rischio climatico | |
| Standard tecnici aggiornati richiedono interventi di adeguamento su linee e tratte esistenti | |
| RISCHI DI RESPONSABILITÀ | Un gestore di rete non dimostra di aver mappato il rischio climatico ed è ritenuto responsabile di un’interruzione evitabile |
| Un’organizzazione comunica dati di sostenibilità non coerenti con l’effettiva esposizione al rischio e ne risponde a stakeholder e regulator | |
| Un piano di adattamento non aggiornato espone l’azienda a contestazioni legali dopo un evento dannoso |
Gli impatti dei rischi climatici non si limitano ai danni visibili sugli asset. Un evento estremo può compromettere la continuità operativa dell’organizzazione e produrre conseguenze economiche che si estendono ben oltre il sito direttamente colpito.
Per questo è importante distinguere tra:
Anche in assenza di danni strutturali rilevanti, un’organizzazione può subire:
A questi effetti si aggiungono le ripercussioni indirette su supply chain, logistica, fornitori e domanda, che possono amplificare gli impatti iniziali.
Una frana interrompe l’unica strada di accesso a uno stabilimento manifatturiero.
L’impianto non subisce danni, ma i dipendenti non possono raggiungere il sito e le materie prime non vengono consegnate.
La produzione si arresta, gli ordini accumulano ritardi e l’azienda sostiene costi aggiuntivi pur in assenza di danni diretti agli asset.
Per chi gestisce reti e infrastrutture distribuite, il rischio climatico non dipende solo dall’esposizione di un singolo asset.
La continuità del servizio è influenzata dall’interazione tra tratte, nodi e componenti strategiche, che possono reagire in modo diverso allo stesso evento climatico.
Una linea elettrica, una rete di trasmissione, un’infrastruttura stradale o ferroviaria e una rete di telecomunicazioni attraversano territori con caratteristiche molto diverse.
Allagamenti, frane, incendi boschivi, calore estremo, erosione o l’interruzione delle vie di accesso possono compromettere singoli elementi della rete e generare effetti che si propagano ben oltre il punto in cui si è verificato l’evento.
La resilienza di una rete si costruisce comprendendo come il rischio si distribuisce lungo le sue connessioni, non osservando i singoli asset in modo isolato.
Per questo l’analisi deve confrontare il livello di rischio dei diversi segmenti della rete, individuare i nodi più critici e definire le priorità di intervento.
Nel nostro Paese i rischi climatici non sono uniformi. Intensità ed esposizione cambiano in funzione della morfologia del territorio, delle condizioni climatiche locali, del livello di urbanizzazione e della presenza di infrastrutture.
Tra i principali fenomeni che interessano il territorio italiano rientrano:
Comprendere dove il rischio si concentra è ciò che permette di trasformare un’informazione climatica in una decisione operativa.
Lo stesso principio vale a scala europea. Le aree mediterranee, alpine, costiere e continentali presentano profili di rischio differenti e richiedono valutazioni specifiche.
La prima European Climate Risk Assessment dell’European Environment Agency identifica 36 principali rischi climatici per l’Europa, tra cui i 7 che interessano direttamente le infrastrutture:
Per questo le valutazioni del rischio non possono basarsi su analisi uniformi.
Una lettura ad alta granularità geografica consente di confrontare territori, individuare le aree più esposte e supportare decisioni più efficaci per la protezione di asset e infrastrutture.
La climate intelligence integra dati climatici storici e previsionali, scenari, modelli scientifici, immagini satellitari, dati geospaziali e informazioni tecniche sugli asset per trasformarli in una lettura operativa del rischio.
Consente di individuare dove si concentra il rischio, come può evolvere nel tempo e quali asset richiedono interventi prioritari.
Questo approccio supporta decisioni come:
Quando il rischio diventa misurabile, diventa anche gestibile.
Le condizioni di rischio cambiano nel tempo. Per questo analisi e priorità devono essere aggiornate in modo continuo per riflettere l’evoluzione di clima, territorio e asset.
Airis è la piattaforma di climate intelligence sviluppata da Eoliann per trasformare dati climatici complessi in decisioni operative.
Integrando dati climatici, geospaziali e asset-level, consente di analizzare il rischio fisico su infrastrutture e asset strategici, visualizzarne l’evoluzione nei diversi scenari climatici e definire priorità di intervento per supportare manutenzione, investimenti, continuità operativa e strategie di adattamento.
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